Prevenzione per chi rischia di essere lasciata indietro. Benessere per chi è nel pieno della cura. Riabilitazione per chi sta ritrovando se stessa. Siamo presenti in ogni fase, con progetti concreti e persone reali.
Nessuna donna dovrebbe rinunciare a uno screening per paura, per mancanza di informazioni o per difficoltà economiche. S.H.I.E.L.D. Women nasce per cambiare questo.
Il progetto — promosso da ANDOS onlus Nazionale, unica associazione vincitrice in Europa del bando POWERING BREAST CANCER PROGRESS di AstraZeneca Global — si rivolge alle donne in condizioni di vulnerabilità sociale, economica e culturale, garantendo loro un accesso reale e accompagnato ai programmi di screening mammografico e ai percorsi di cura.
Il problema che vogliamo affrontare
In Italia, nel 2023, circa 430.000 famiglie hanno vissuto situazioni di povertà sanitaria. Il 25% dei decessi per tumore è correlato a bassi livelli di istruzione. Le persone con minori risorse economiche evitano controlli medici fino a cinque volte di più rispetto al resto della popolazione.
Questi numeri non sono statistiche. Sono donne che non si sono presentate a una mammografia. Donne che potevamo raggiungere.
Come funziona
Il cuore di S.H.I.E.L.D. Women è la Patient Navigation: un modello di accompagnamento personalizzato in cui volontari appositamente formati supportano le donne lungo tutto il percorso — dallo screening alla diagnosi, dalla diagnosi alla cura, dalla cura alla riabilitazione.
Il patient navigator aiuta a comprendere la diagnosi e il piano di trattamento, ad accedere a specialisti e strutture sanitarie, a gestire appuntamenti e documentazione, a superare difficoltà economiche, linguistiche o logistiche, e offre supporto emotivo in ogni fase del percorso.
La formazione
Nella prima fase del progetto, 13 dei 52 comitati ANDOS hanno partecipato al corso di formazione tenuto a Roma dall'8 al 10 maggio 2025, con relatori provenienti da AGENAS, ISS e specialisti di Economia, Epidemiologia, Ricerca Sociale e Mediazione Culturale.
I volontari formati sono ora attivi nei loro territori, collaborando con servizi sanitari locali, enti pubblici e associazioni per raggiungere le donne che altrimenti non avrebbero accesso allo screening.
L'obiettivo è coinvolgere almeno 1.000 donne svantaggiate nel primo ciclo di attività.
Con il progetto SEI BELLISSIMA, il Comitato A.N.D.O.S. Oglio Po ha acquistato caschi refrigeranti da mettere a disposizione delle pazienti in chemioterapia — una tecnologia concreta al servizio di chi affronta uno dei momenti più difficili della malattia.
I caschi sono disponibili presso il reparto di Oncologia dell'Ospedale Pederzoli e presso il Day Hospital dell'Ospedale Oglio Po.
Come funziona il casco refrigerante
Il casco refrigerante è un dispositivo in grado di ridurre significativamente la perdita di capelli associata alla chemioterapia. Funziona abbassando la temperatura del cuoio capelluto a 3-5 gradi, provocando un restringimento dei piccoli vasi sanguigni locali. In questo modo i follicoli piliferi vengono esposti a una quantità ridotta di farmaci chemioterapici, limitando la caduta dei capelli.
Il dispositivo viene indossato poco prima dell'inizio della terapia e mantenuto durante e dopo la somministrazione.
I risultati sono significativi: in uno studio condotto su 30 pazienti, nell'85% dei casi la caduta è stata di grado 1 o 2, non percepibile dal punto di vista estetico.
Quando può essere utilizzato
Il casco refrigerante non è indicato per tutti i protocolli chemioterapici. Fornisce risultati ottimali con l'uso di antracicline, mentre è meno efficace con schemi che prevedono l'uso combinato di antracicline, taxani e ciclofosfamide o dosaggi elevati. L'utilizzo è sconsigliato in presenza di rischio di metastasi al cuoio capelluto.
Per sapere se il casco è adatto al tuo percorso terapeutico, rivolgiti al tuo oncologo di riferimento o contattaci direttamente.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra ANDOS Comitato Oglio Po, Sezione Garda e la Breast Unit dell'Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, con l'obiettivo di offrire alle donne in cura un accompagnamento che vada oltre la terapia.
Volontari qualificati mettono a disposizione il loro tempo e la loro professionalità per portare all'interno dell'ambiente ospedaliero momenti di benessere, relax e riscoperta di sé — in giorni prestabiliti o su appuntamento, sempre accanto alle pazienti oncologiche.
Cosa offriamo
Il progetto comprende tre percorsi di benessere integrato, condotti da professioniste formate e dedicate:
Là dove le parole non arrivano, l'arte accarezza l'anima e illumina l'attimo presente.
L'arte terapia è molto più di un'attività creativa. È uno spazio in cui lasciare andare il peso del momento e ritrovare, attraverso gesti semplici e materiali espressivi, un contatto autentico con se stesse.
Con Stefania Scalone, piccoli gesti creativi diventano occasioni per aprire spazi di benessere, relax e presenza. Non è necessaria alcuna esperienza artistica, solo la voglia di fermarsi e ascoltarsi.
Un momento per ritrovare equilibrio ed energia, partendo dal viso.
La Riflessologia Facciale Dien Chan è una tecnica delicata e non invasiva che agisce sulla stimolazione di punti specifici del viso per rafforzare le difese naturali dell'organismo e risvegliare l'energia personale.
Con Barbara Conterato, ogni seduta — disponibile su appuntamento — porta con sé effetti antistress, di riequilibrio generale, disintossicazione e tonificazione. Un momento di cura profonda, nel pieno rispetto dei tempi e delle sensibilità di ciascuna.
Scoprire i colori che ti valorizzano è un atto di cura verso se stesse.
L'armocromia è la disciplina che identifica la palette di colori più adatta a ciascuna persona, analizzando le caratteristiche di carnagione, occhi e capelli. Ogni donna appartiene a una "stagione" cromatica — Primavera, Estate, Autunno o Inverno — e conoscere la propria permette di scegliere abbigliamento, trucco e capelli in modo da apparire più luminosa, armoniosa e in sintonia con se stessa.
Con Francesca Piccoli, disponibile su appuntamento, ogni consulenza diventa un momento di riscoperta e rinnovamento — un piccolo, prezioso gesto di bellezza e benessere.
Il lago come luogo di cura. La barca come strumento di riabilitazione. Le altre donne come compagne di un percorso che nessuna deve affrontare da sola.
Sailing Breast è un progetto riabilitativo innovativo dedicato alle donne che hanno subito un intervento chirurgico al seno. Nato dalla collaborazione tra l'Unità Operativa di Riabilitazione dell'Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, ANDOS Comitato Oglio Po e Garda Tribordo ASD, con il supporto della Fraglia Vela di Peschiera del Garda, il progetto porta la riabilitazione fuori dall'ospedale — sul lago, a bordo di una barca a vela.
L'idea
Dopo un intervento al seno, il recupero della mobilità e della funzionalità del braccio e della spalla è fondamentale. La riabilitazione tradizionale, condotta in ambito ospedaliero, può essere integrata con attività di gruppo in ambiente esterno — meno medicalizzato, più ecologico, ricco di stimoli sensoriali e relazionali.
La vela si rivela uno strumento sorprendentemente efficace: manovrare le cime, lavorare con le scotte, gestire le vele richiedono movimenti progressivi e controllati che stimolano articolarità e funzione dell'arto superiore. Tutto questo avviene in un contesto di bellezza, condivisione e libertà che nessuna palestra può replicare.
"Noi siamo quello che viviamo, siamo quello che facciamo, siamo emozioni, sensazioni, siamo parole, lacrime, sorrisi, siamo luoghi, gesti, pensieri e tutto questo è vita, è poesia."
Come funziona il percorso
1
Visita specialistica fisiatrica — valutazione individuale, definizione degli obiettivi terapeutici ed esclusione di eventuali controindicazioni.
2
Sedute individuali — riabilitazione con terapista dedicata in rapporto 1:1, con esercizi propedeutici alle attività in barca e risoluzione delle problematiche funzionali.
3
Sedute di gruppo in barca a vela — gruppi di 4 pazienti, 4 sedute sul lago sotto la supervisione costante delle fisioterapiste del settore breast, delle volontarie ANDOS e del personale di Garda Tribordo.
4
Valutazione dei risultati — misurazione dell'efficacia del percorso attraverso scale di valutazione standardizzate a inizio e fine trattamento.
I risultati
I dati preliminari del progetto sono incoraggianti: le pazienti che hanno partecipato alle sedute in barca hanno mostrato una riduzione significativa della limitazione del braccio operato, un miglioramento della funzionalità nelle attività quotidiane, una riduzione del dolore e un miglioramento complessivo della qualità di vita.
Il progetto è ancora in corso e i dati continuano ad essere raccolti. Sailing Breast si propone come uno dei primi studi in Italia sull'efficacia della vela come attività riabilitativa specifica dopo chirurgia mammaria.
I partner del progetto
UO Riabilitazione — Ospedale Pederzoli, Peschiera del Garda
ANDOS Comitato Oglio Po odv — Sezione Garda
Garda Tribordo ASD
Fraglia Vela Peschiera del Garda
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